Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website La Cattedrale di Matera

La Cattedrale di Matera

(with english text)

Attraversando la Basilicata, è stata una coincidenza visitare la Cattedrale di Matera proprio nel giorno della festa della Madonna della Bruna (a cui, assieme a Sant’Eustachio, è dedicata): tutta la città era attraversata dai cavalli… 

…che guidati dai loro padroni si dirigevano nel grande piazzale per la benedizione collettiva.

Uno spettacolo inconsueto.

Tuttavia, ero qui per le meraviglie storico-artistiche di questa città unica al mondo. In un altro reportage abbiamo visto i “Sassi” (clicca qui) stavolta entriamo nella Cattedrale.

La Cattedrale di Matera

La sua costruzione ebbe inizio nel 1230 (ultimata nel 1270) e prendeva il posto della precedente chiesa, ormai troppo piccola per la comunità.

Sopra l’imponente rosone si staglia la figura dell’Arcangelo Michele.

Spiccano le statue policrome che circondano l’accesso: ai lati, i Santi Pietro e Paolo.

Nella facciata destra, posta su piazza Duomo, vi sono altre due porte, delle quali la più caratteristica è quella detta “porta dei leoni”, che si vedono scolpiti nella pietra, mentre reggono le colonne.

L’interno, addobbato per la Festa, si presenta sfolgorante: il soffitto ligneo è davvero monumentale! Fu costruito a partire dal Settecento e decorato successivamente.

Ma la Cattedrale custodisce opere di secoli e secoli precedenti…

Come questo affresco del “Giudizio Universale”, attribuito a Rinaldo da Taranto, artista che operava in Terra d’Otranto a cavallo fra Duecento e Trecento. Suo è infatti anche il “Giudizio Universale” della splendida chiesa della Madonna del Casale, a Brindisi (vedi qui). Il soggetto è uno dei più impressionanti della tradizione, ed in zona si incontra frequentemente.

Gli affreschi sopra invece sono rimasti anonimi. Risalgono ai primi anni del Quattrocento e raffigurano San Pietro Martire, San Giuliano l’Ospitaliere, Madonna in trono e San Luca.

Ho notato che sopra questi affreschi, i pellegrini hanno lasciato parecchie iscrizioni, ormai traccia storica anch’esse…

…hanno date che vanno dal Quattrocento al Cinquecento…

…e questa qui sopra è decorata con una sorta di motivo floreale.

Notevole, l’affresco della Madonna della Bruna!…

…opera sempre di Rinaldo da Taranto (1270): si vedono assieme la Vergine e il Bambino, che benedice con due dita. Il volto della Madre di Dio ripreso col classico stile bizantino, immoto e solenne.

Stupenda la cappella dell’Annunziata (XVI secolo): in alto si vede raffigurata la Pietà, poi l’Annunciazione in basso al centro, San Rocco sulla sinistra e Santa Caterina d’Alessandria sulla destra…

…mentre sul soffitto spiccano le effigie dell’Eterno Padre…

…il tutto scolpito in una pietra calcarea solennemente dipinta.

Osservare verso l’alto è una meraviglia…

…il soffitto ligneo è un capolavoro!

Molti gli altari, intitolati a vari santi, tutti ascrivibili ai secoli XVI-XVIII.

Lungo la navata sinistra si apre la cappella del Presepe…

…dove spiccano i resti della precedente chiesa, di cui sopravvive anche qualche affresco.

Imponente il presepe, in pietra dura, fu realizzato dagli scultori Altobello Persio e Sannazzaro di Alessano tra il 1530 e il 1534: richiama diversi elementi propri della città di Matera. Dello stesso Altobello Persio è anche un ricco dossale di altare in pietra con sculture, risalente al 1539.

Chiudo con l’immagine di questo Crocifisso, che resta un anonimo intagliatore meridionale seicentesco, un’opera in legno e dipinta, di cui mi piacerebbe tanto si scoprisse l’autore. L’atmosfera che ho respirato in questa chiesa non la dimenticherò tanto facilmente!

(Fonti di questo mio piccolo viaggio sono stati gli accurati pannelli informativi della Cattedrale, da cui traggo anche la successiva traduzione in inglese, a vantaggio dei tanti appassionati che arrivano da fuori il territorio nazionale e che sul web hanno scoperto questa meravigliosa città)

© Questo sito web non ha scopo di lucro, non userà mai banner pubblicitari, si basa solo sul mio impegno personale e su alcuni reportage che mi donano gli amici, tutti i costi vivi sono a mio carico (spostamenti fra le città del territorio salentino e italiano, spese di gestione del sito e del dominio). Se lo avete apprezzato e ritenete di potermi dare una mano a produrre sempre nuovi reportage, mi farà piacere se acquisterete i miei romanzi (trovate i titoli a questa pagina). Tutto ciò che compare sul sito, soprattutto le immagini, non può essere usato in altri contesti che non abbiano altro scopo se non quello gratuito di diffusione di storia, arte e cultura. Come dice la Legge Franceschini, le immagini dei Beni Culturali possono essere divulgate, purché il contenitore non abbia fini commerciali. I diritti dei beni ecclesiastici sono delle varie parrocchie, e le foto presenti in questo sito sono sempre state scattate dopo permesso verbale, e in generale sono tutte marchiate col logo di questo sito unicamente per impedire che esse finiscano scaricate (come da me spesso scoperto) e utilizzate su altri siti o riviste a carattere commerciale. Per quanto riguarda le foto scattate in campagne e masserie abbandonate, se qualche proprietario ne riscontra qualcuna che ritiene di voler cancellare da questo blog (laddove non c’erano cartelli o muri che distinguessero terreno pubblico da quello privato, non ce ne siamo accorti) è pregato (come chiunque altro voglia segnalare rettifiche) di contattarci alla mail info@salentoacolory.it

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