La necropoli e la chiesa di San Nicola a Vieste

Il complesso sepolcrale di S. Nicola, in contrada Pantanello a Vieste, si trova alla periferia nord della cittadina e abbastanza vicino alla spiaggia , appoggiato al colle e circondato da palazzi moderni. La più grande grotta rupestre del gruppo è la chiesetta dedicata a San Nicola, che si trova all’interno di un avancorpo di pietra. Il complesso è caratterizzato da una necropoli ipogeica,

da un insediamento rupestre, forse in origine una catacomba, e dalla chiesa semi rupestre di S. Nicola.

La necropoli e la chiesa di San Nicola a Vieste

Tombe rupestri vandalizzate e adattate nel tempo se ne contano sia nelle cripte che nell’immediato esterno.

La necropoli presenta diverse tipologie di tombe che si trovano scavate sul piano degradante del colle, mescolate a tracce di cave di calcarenite.

Alcune parti della collina erano state attaccate dall’opera dei cavatori e sono rimaste incomplete.

Le grotte sono distribuite in quattro ampie sezioni scavate nella roccia, e si allungano lungo il costone protette da un muro di recinzione.

Nelle grotte lungo la lama si trovano tombe costituite da elementi diversi, quali arcosoli e vari tipi di loculi funerari scavati nella roccia e di varia dimensione.

La loro distribuzione ci ricorda le catacombe già viste alla “Salata” sempre a Vieste, a Peschici e a Manfredonia.

Elementi recenti, dovuto all’uso abitativo e come jazzi, stalle per animali, si ritrovano in quasi tutti vani rupestri.

La chiesetta di San Nicola è una vasta chiesa rupestre, una volta quasi completamente affrescata, cui è stato aggiunto un avancorpo di pietra, con volta a botte (lamione) e facciata a capanna.

Il vestibolo in muratura è probabilmente successivo al periodo dello scavo originale.

Nel centro della grotta si ergevano sette colonne, di cui ne rimangono 4 (al 2015 ), alte m. 2,50 e di sostegno alla volta, disposte senza un apparente ordine architettonico.

Nella chiesetta non vi sono tombe, ma solo una panca scavata che corre lungo tutte le pareti.

Sulle pareti rimangono labili tracce di affreschi.

Questa chiesa rupestre è stata usata per secoli come casa e stalla, per cui le pareti sono state alterate da mangiatoie, vasche per l’acqua, maniglie sul soffitto e canaletti di scolo scavati nei pavimenti.

Gianluigi Vezoli

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