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Le casiceddrhe di Noha

C’è un luogo singolare, nascosto sul cornicione di una casa qualunque, a Noha, periferia di Galatina, piccolo centro ricco di tante peculiarità. Di solito nessuno alza mai lo sguardo, quando arriva a quell’incrocio, così questo luogo resta poco noto alla maggioranza dei turisti, ma anche dei salentini. Si tratta delle “casiceddhre”, le chiamano proprio così.

Poste in questo angolo ...

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Fra i luoghi degli Orsini Del Balzo e Maria d’Enghien

I nomi di questa dinastia, gli Orsini del Balzo, e Maria d’Enghien, sono ancora oggi depositari della storia del Salento e di alcune fra le sue meraviglie architettoniche. Specialmente lei, la regina, l'”amatissima principessa di Taranto”, è rimasta nel cuore degli appassionati della sua città, Lecce, di cui scriveva sempre “castro nostro Licii”.

In questo breve v...

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Torture medievali negli affreschi tra Salento e Albania

E’ un argomento un pò crudo, tuttavia permette di calarsi nell’immaginario, non certo tenero, della vita in quell’epoca cruciale della civiltà umana, un periodo “buio”, amano dire certi, sicuramente ricolmo di violenza, ma anche focolare di nuove idee, che crebbero, insieme all’arte dell’affresco, pure nell’atto di rappresentare la tortura.

Facciamo un piccolo viaggio visivo, come sempre...

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Tra piatti tipici ricette e dieta mediterranea

Questo è un percorso veramente da urlo, stavolta: lungo, ideale, fantasioso, un gustoso viaggio fra i piatti tipici del Salento. Da nord a sud della penisola, dalle Murge al Tavoliere Salentino, lungo le coste come nell’entroterra. Un percorso da seguire anche senza essere cultori della materia, o soltanto golosi, semplicemente uno sguardo curioso sui colori che le meraviglie di questa terra sanno produrre sotto un sole generoso. Comin...

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Galatina: fra la civetta e la Taranta

Dintorni di Galatina, al calar delle tenebre, nel solco di un’atavica tradizione intrisa di magia e superstizione, si leva in volo la civetta, profetessa di sventura e demoniaca messaggera di maghi e streghe nonché complice dei loro sortilegi. La signora della notte, sacra ad Athena, si posa tra le fronde degli alberi e gli incavi delle rupi per modulare un canto stridulo e malinconico per certi versi lugubre a tratti inquietante. Nel bene o nel male in solitudine rimane appollaiata nel buio a scrutare i comportamenti irrazionali degli uomini,

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