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L’antica città di Valesio

Valesio, antichissimo sito archeologico abitato ininterrottamente nel lungo arco di tempo che va dall’Età del Ferro all’alto Medioevo, fu principalmente un insediamento messapico, e poi un’importante “stazione” romana, segnalata anche dalla Tabula Peutingeriana (la famosa mappa del mondo romano) come Mutatio Valentia, posta a metà strada fra Brindisi e Lecce, sul tragitto della via Traiana Calabra,

l’importante arteria che giun...

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Manduria, la città messapica

Manduria, la grande città fondata dai Messapi, mostra ancora oggi i resti del suo antico passato, all’interno di un meraviglioso Parco Archeologico che lascia sempre di stucco il visitatore. Dopo il celebre Fonte Pliniano e l’Ipogeo di San Pietro Mandurino, questa volta diamo uno sguardo alla poderosa cinta muraria che racchiudeva la città, ed alla estesa necropoli scavata nella roccia.

In realtà, ...

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Il Fonte Pliniano di Manduria

Il luogo forse più straordinario dell’antica Messapia, il Fonte Pliniano, una perenne sorgente d’acqua, forse anche un santuario, un luogo di culto per quelle antiche genti che popolavano il Salento, “la terra fra i due mari” come la chiamavano i Greci. Siamo in una delle città più importanti di questo popolo italico, Manduria, poderosa fortezza racchiusa in ben tre cinte murarie di blocchi monolitici.

All’interno di una gran...

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Muro Tenente, la città messapica

Il Parco Archeologico

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Muro Tenente è una delle città più interessanti dell’antica Messapia, forse ancora non abbastanza rinomata come meriterebbe, ma una visita nel suggestivo parco archeologico, posto fra Latiano e Mesagne, lascia soddisfatti i visitatori, grandi e piccoli. 

Un si...

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Ugento la città dello Zeus fulminatore

Ugento. Porgendo all’orecchio una conchiglia ricolma dall’eco lontano del rumore del mare partirono dall’Illiria, battendo una vecchia rotta verso una terra nuova incastonata lungo l’opposta sponda dell’Adriatico. In balia delle onde, quasi come un miraggio nel deserto, intravidero gli orli di un litorale sferzato dal vento, che, ululando contro gli scogli, dissolveva il fumo dell’olocausto elevato al cielo dagli abitanti del luogo. A bordo delle loro zattere ormai sfasciate vennero attratti da un monolite alto quasi sei metri, che, imponente e maestoso, si ergeva, luccicando come un faro di giorno e di notte. Al loro sbarco quel faro si spense, rovinando in tanti pezzi sotto il peso del fosco presagio di un abbandono da parte di volubili dei invidiosi di quello scorcio di paradiso...

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