Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Tursi, un viaggio

Tursi, un viaggio

Fra il paesaggio omerico dei calanchi, nel cuore della Basilicata sorge Tursi,

il cui territorio ha restituito corredi funerari del XV secolo a.C., e il cui abitato cominciò a crescere già nel V secolo, fino a diventare mille anni dopo il più popoloso del circondario. Un paesaggio aspro e brullo, che forgiò le sue genti sin dai tempi più antichi. La Cattedrale dell’Annunziata fu eretta nel 1400, ma purtroppo poco resta delle sue origini, se non questi bassorilievi ed elementi lapidei che sono stati conservati al suo interno. Del Santuario Maria Santissima Regina di Anglona vi raccontai già in un altro filmato, e fortunatamente è forse l’unica testimonianza di questo territorio che sia giunta fino a noi intatta. Anche il Convento di San Francesco d’Assisi risale al 1400 ma purtroppo è oggi in via di disfacimento. La Rabatana è stato il primo nucleo abitativo di Tursi ed è letteralmente circondato per ogni lato da profondi e pericolosi burroni. E’ una terra questa che fu abitata anche dai Saraceni, intorno all’anno 850, che lasciarono profonde tracce nell’architettura e nel dialetto locale. Lo stesso nome, Rabatana, deriva da Rabat, che significa borgo, luogo fortificato. Nativo di questi luoghi fu il poeta Albino Pierro, che per tutta la vita e la sua produzione letteraria non ha fatto altro che fare ricerca, per dare un suono, vocale, per conservare la memoria di queste pietre. Egli scriveva: “Per arrivare in Rabatana si sale la pitrizza, che sembra una scala addossata a una parete argillosa in rovina”. Ora sembra un mondo in rovina. Ma fino alla metà del XIX secolo è stato un centro vivo e popolato, custode di tradizioni. Qui si possono ripercorrere le stradine dei ruderi del nucleo primordiale e visitare quel che resta delle antiche abitazioni, spesso di un solo vano a pianterreno. La chiesa di Santa Maria Maggiore, del X secolo. La persistenza della memoria continua con i ruderi del castello che costruirono i Goti nel V secolo. Oggi la gente è andata via quasi tutta da qui, per arrivarci ho avuto problemi anche col segnale GPS. Scriveva ancora Albino Pierro: “Ma io voglio bene alla Rabatana, perché c’è morta la mamma mia: la portarono bianca sopra la sedia, con me nelle fasce come una Madonna col Bambinello in braccio. Chi lo sa il tempo che è passato, e non ritorna ancora al palazzo”.

ALESSANDRO ROMANO (chi sono)

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