Taj Mahal, meraviglia dell’India

Ricordo ancora quando vidi per la prima volta questo mausoleo, in fotografia: ero ragazzo, innamorato dell’India e dell’Oriente misterioso grazie ai romanzi di Emilio Salgari, ma l’effetto che mi fece quella vista superò ogni fantasia, e poi capii perché. Non è un monumento “normale”, è la dichiarazione d’amore di un uomo distrutto dal dolore per aver perso l’indimenticabile e adorata moglie.

Nel 1631, l’imperatore Moghul Shah Jahan, vegliava al capezzale della moglie, Arjumand Banu, conosciuta anche come Mumtaz Mahal, “la preferita del palazzo”, in fin di vita durante le doglie, a 36 anni, mentre partoriva il quattordicesimo figlio…

Mumtaz era stata sua compagna per 18 anni, ma oltre che moglie fu “tutto”, per lui, la sua ombra ogni istante della sua vita, la consigliera fidata, la persona più importante della sua vita, dell’uomo più potente dell’India. Shah Jahan, mentre lei lo lasciava, le promise che non si sarebbe mai più risposato, e che le avrebbe costruito il mausoleo più bello del mondo, un paradiso in terra che non poteva avere eguali con niente: è impossibile dire che non ci sia riuscito.

La costruzione richiese 22 anni di lavoro, 20.000 operai, le migliori maestranze conosciute, i più grandi architetti: ma di nessuno doveva restare il nome ai posteri, solo quello della donna a cui era dedicato. Benché si tratta di una tomba, questo monumento non è freddo come ci si potrebbe attendere: sembra fluttuare fra terra e cielo, assume colori sempre cangianti, le sue proporzioni, la sua impareggiabile simmetria, i giardini che lo circondano, i riflessi negli specchi d’acqua, tutto concorre a creare una suggestione che lascia attonito il visitatore.

Il marmo pregiato, le pietre preziose, tutti i materiali che sono serviti alla costruzione vengono da centinaia di chilometri di distanza, tutta l’opera è stata uno sforzo ciclopico e senza eguali!

L’edificio (delle dimensioni superiori alla Basilica di San Pietro a Roma, compreso il piazzale del Bernini!) sorge su un bellissimo giardino ornato da vasche secondo lo stile islamico. Vi si accede da un ingresso sontuoso che simboleggia l’entrata nel paradiso!

Taj Mahal

Un figlio degenere mise agli arresti Shah Jahan, Aurangzeb (che si autoproclamò imperatore), rinchiudendolo nella fortezza di Agra, dalle cui finestre poteva osservare questa meraviglia. Quando morì, 9 anni dopo, fu sepolto accanto alla moglie, in questa che è veramente una delle meraviglie del mondo.

(grazie di tutto cuore a Nicolò Giangrande, per avermi permesso di condividere le sue splendide fotografie!)

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