Memorie dimenticate ai piedi della Torre del Serpe

La Torre del Serpe, data già per esistente nell’elenco dei vicerè, detta anche di Cocorizzo e che guarda a nord verso Otranto e a sud verso Torre dell’Orto.

Posta tra le località Malcantone e Punta Facì figura restaurata da Federico II nell’elenco del Faglia e probabilmente era un antico fanale a olio sul canale d’Otranto. Simbolo di questo comune, con una serpe attorcigliata in base a una leggenda che vedeva tale bestia uscire dal mare e bere l’olio della lampada che spenta provocava naufragi sulla scogliera.

Il mio amico Alessandro Romano mi segnalava questa struttura absidata posta tra la Torre del Serpe e la costa. Considerando che una struttura simile figura ai piedi della Torre di Sant’Emiliano, riconosciuta come possedimento del Monastero di Casole nell’inventario del Pasanisi, mi recavo sul posto per verificare se anche qui, come in quell’altra, figuravano tracce di embrici di copertura o comunque resti che si rapportassero a quel periodo.

Purtroppo il suolo risultava sterile di qualsiasi traccia.

Conci ben squadrati di medie dimensioni delimitano uno spazio rettangolare con due ingressi laterali e una protuberanza absidale rivolta a est.

L’ingresso rivolto a nord risulta ridotto, l’area interna livellata con cemento escludendo uno spazio nella parte absidale che sembra aver contenuto il basamento di una struttura militare tipo mitragliatore o cannoncino.

Un rialzo in cemento in basso sembra segnalare un ulteriore ingresso.

La struttura è posizionata sulla costa al vertice della falesia. Lo spazio intorno appare spianato di proposito per accoglierla.

Osservando bene la roccia appare in parte conservata proprio nella zona dietro l’abside quasi a creare un rinforzo a protezione.

Qui, in basso a sinistra si può notare che i conci si spingono oltre il perimetro del rettangolo.

Da questa angolazione si può notare che la struttura è molto più ampia di quanto appare. Dai lati corti del rettangolo si diparte un semicerchio in pietra calcarea che lo racchiude e nel contempo lo protegge da eventuali proiettili sparati da mare.

Qui si può notare come anche i conci in tufo delimitano la struttura più ampia rivelata posti su un substrato di cemento. Ne possiamo dedurre che la struttura è relativamente recente e risale all’ultimo conflitto bellico come altre postazioni e depositi localizzati poco più a sud verso Punta Facì.

Dunque probabile postazione di un cannoncino o un mitragliatore.

La falesia su cui sorge la postazione è composta in parte da calcare compatto e in parte da un conglomerato tenace tenuto da bolo rossiccio.

Giusto al di sotto questa piccola grotta.

All’interno piccoli blocchi di conglomerato crollati dalla volta posano su un terriccio bruno. Si consiglia la soprintendenza di saggiarne il contenuto.

La postazione è naturalmente ben protetta da eventuali assalti frontali da mare.

Guardando verso nord questo bel laghetto.

Guardando a sud si intravede in alto Punta Facì e una caverna molto ampia a pochi passi dal mare.

Una vallecola acciottolata divide la Caverna dalla nostra postazione.

La caverna, come testimoniano i massi di crollo al suo ingresso, doveva essere molto più profonda in passato spingendosi probabilmente fino alla linea di costa.

Sul fondo e sulla volta viene intaccato uno strato di bauxite e bolo che compongono una attraente tavolozza.

La base della caverna viene raggiunta dal mare durante le mareggiate invernali anche se i crolli dell’avangrotta ne sono una naturale protezione.

La caverna nella sua interezza. Le fratture visibili prevedono ulteriori crolli.

In tutta la zona abbondano le druse di Calcite.

Ai piedi della torre una piccola cava di estrazione della bauxite. In primo piano i pisoliti della stessa.

Raffaele Santo

(P.S. di Alessandro Romano. La segnalazione della struttura descritta da Raffaele mi è giunta dall’amico Roberto Leone. Contattando l’archeologo Cristiano Donato Villani, dopo una breve ricerca siamo giunti ad un’altra possibile interpretazione: la struttura sarebbe una postazione militare risalente alla Prima Guerra Mondiale, quando qui c’erano gli inglesi. Da questa postazione partiva il cavo del telegrafo che attraversava il canale d’Otranto e giungeva in Albania. Tutto è ancora indefinito e la ricerca continuerà!)

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Memorie dalla Torre del Serpe a Otranto

One comment to Memorie dimenticate ai piedi della Torre del Serpe

  • Raffaele Santo  says:

    Alex, che la postazione possa risalire alla prima guerra mondiale mi trova in perfetto accordo, anche perché,a parer mio, allo stesso periodo risalgono quelle poste a ridosso del lago di bauxite. Sul cavo telegrafico ti devo smentire perché tratti di questo cavo sono ancora presenti in mare a qualche decina di metri dalla spiaggetta dell’Orte. E’ dunque probabile che il cavo facesse capo a qualcuna di quelle strutture presenti a ridosso della cava o in alternativa alla stessa masseria Monaci attualmente resort. Occorrono opportune ricerche d’archivio.

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