I Dolmen di Melendugno

Il paesaggio megalitico del Salento, come abbiamo visto già nella nostra gallery, mostra un’eccezionale quantità e varietà di monumenti sparsi in questo territorio, sia nei centri abitati che nelle campagne più isolate. L’agro di Melendugno custodisce due dolmen molto interessanti, incastonati fra gli olivi.

Il dolmen “Placa” fu rinvenuto nel 1909 dal celebre “cercatore” salentino Giuseppe Palumbo, il primo documentarista potrei dire, di questa terra, visto che con la sua collezione fotografica (apprezzata in un altro articolo) ha tramandato a noi salentini del terzo millennio il volto di una terra per tanti aspetti perduto.

“Placa” Dolmen. It was discovered in 1909 by Giuseppe Palumbo, the bottom Placa, territory of Melendugno. This has the megalith slab of coverage quadrangular with irregular sides, the thickness of which varies from 17 to 40 centimeters, a circular cavity on the outer surface of the diameter of 14 centimeters by 20 deep and is supported by 7 orthostates monolithic. The set rests on a bed of rock outcropping homogeneous, similar to that which is abundant in the surrounding soil.

Poggia sopra un banco di roccia affiorante, è alto 1 metro, largo 2,05 m. per una profondità di 1,70 m. Esso appartiene alla tipologia dei dolmen più semplici e primitivi, ossia privi di tumulo di copertura e si fa risalire all’Età del Bronzo (III-II millennio a.C.). Le sue dimensioni sono abbastanza piccole, ed il suo ingresso è rivolto verso sud-ovest. Generalmente il dolmen si ritiene fosse una tomba, ma qualcuno ipotizza un suo utilizzo per riti e scopi di cui oggi è ormai difficile sapere. Nei suoi pressi furono ritrovati reperti quali strumenti in selce e frammenti ceramici, oltre che resti di cave da cui si può ipotizzare fu prelevata la pietra per la sua costruzione.

It’s a megalithic monument, dated about III-II millenium B.C., consisting of seven upright stones supporting a large flat horizontal capstone (table). It’s simple and primitive, like the other ones in Salento. It’s a type of single-chamber megalithic tomb, but it was probably used for celebrations or rituals too. Other prehistoric finds were found near the dolmen, like flint objects or potsherds.

Non molto distante, in linea d’aria dal “Placa”, si trova il dolmen “Gurgulante”, anche questo scoperto dal Palumbo nel 1909, e studiato da Cosimo De Giorgi l’anno successivo. Alto 0,90 m. per una larghezza di 2,05 m. ed una profondità di 1,40 m. è ancora più piccolo del precedente, come fosse una caratteristica di questo territorio. Una zona che in passato vedeva, fra quelli di cui è rimasta memoria, anche altri monumenti, come il dolmen “Cola Resta” e il menhir “Sucarlei”.

It was discovered in 1909 by Giuseppe Palumbo in the bottom Gurgulante, territory of Melendugno. Cosimo De Giorgi looks at the February 8, 1910 and describes the megalith with the capstone not worked, square-shaped irregular, often 25 to 22 cm, supported by five orthostats monolithic resting on a bed of rock outcropping. It’s a megalithic monument, dated about III-II millenium B.C., consisting of five upright stones supporting a large flat horizontal capstone (table). It’s simple and primitive, like the other ones in Salento. It’s a type of single-chamber megalithic tomb, but it was probably used for celebrations or rituals too. In the same area in the past, there were other megalithic monuments, like the Cola Resta Dolmen or the Sucarlei Menhir.

Il paesaggio, immerso nella quiete degli olivi, aumenta oltre misura il fascino che qui si respira!

The landscape, immersed in the quiet of the olive trees, increases the charm that you breathe here!

(Le notizie e la traduzione inglese proviene dai pannelli informativi istallati sul posto dal Comune)

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I dolmen di Melendugno

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