Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Anglona: dagli antichi Greci alla Cattedrale Romanica

Anglona: dagli antichi Greci alla Cattedrale Romanica

Nel suggestivo paesaggio collinare che dal mare di Policoro porta a Tursi, nel cuore della Basilicata,

in cima ad una collina alta quasi trecento metri, sorge una delle cattedrali medievali più solitarie del sud Italia. Una vera e propria acropoli naturale, abitata sin dall’antichità, che consentiva di sorvegliare le valli dei fiumi Agri e Sinni, questa collina ospitò un villaggio già in epoca classica, IV-III secolo a.C., Pandosìa, riportata dalle Tavole di Eraclea, ma menzionata anche da fonti letterarie in occasione della Battaglia di Pirro. Durante il Medioevo, il sacro colle di Anglona ospitò una cittadina molto importante, di cui qualcosa è rimasto ancora oggi. Come questa grande struttura ad archi, caratterizzata da otto ambienti a volte, serviti da un forno per la cottura dei cibi e vari servizi. Era in origine costeggiata da una strada che attraversava il paese e giungeva sin qui dal mare, ed ospitava i pellegrini che arrivavano qui per la festa annuale dedicata alla Madonna, che si teneva già dal Medioevo. Ma ci resti anche di altre strutture del villaggio, come questa cisterna. La presenza di questa grande pietra molare ci fa immaginare l’esistenza di un molino. Alla fine dell’XI secolo sorse la grande cattedrale di Santa Maria regina di Anglona, sopra i resti di una precedente chiesa bizantina, molto più antica. Nel 1092 Papa Urbano II fa tappa qui in città e visita il cantiere della chiesa, assieme ai conti normanni Boemondo e Guglielmo. Qui fu portata la sede vescovile. Oggi, il tempio è custodito da una comunità di suore, e varcare il suo accesso consente di respirare subito un’aura sacra. Il portale, in stile romanico, è decorato da alcuni bassorilievi che raffigurano i simboli dei quattro evangelisti, Marco il leone, Luca il bue, Giovanni l’aquila, Matteo l’angelo. A sinistra della facciata spicca il grande campanile, una torre, l’unica delle due sopravvissuta, che in origine faceva parte dell’architettura. L’interno presenta preziosi affreschi del XII secolo, opera di artisti bizantini della madrepatria legati all’ambiente cosmopolita della corte normanna siciliana. In origine erano affrescate scene e personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento, in parte purtroppo perduti. I recenti restauri stanno riportando alla luce alcune delle opere perse. Si nota il martirio di San Simone, la Torre di Babele, la creazione dell’Eden con Adamo ed Eva, l’uccisione di Abele, Santa Lucia, San Leonardo, San Vito, San Rocco e San Giovanni Battista. La devozione alla Vergine di Anglona è antichissima, risale al Medioevo, e continua ancora oggi, in cima a questo colle tanto amato e vissuto dalla notte dei tempi.

ALESSANDRO ROMANO (chi sono)

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