Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator website Masseria Giancola, sulla serra di Palmariggi

Masseria Giancola, sulla serra di Palmariggi

Inerpicandomi sulla serra di Palmariggi, in un celestiale paesaggio bucolico, scopro per la prima volta Masseria Giancola, e questo, per uno come me sempre alla ricerca di questi antichi luoghi della civiltà contadina di questa terra, è sempre una festa, come ritrovare un nonno che avevi perso!

Si tratta di una struttura cinquecentesca, la cui zona nata successivamente (dopo il Seicento) è stata perfettamente recuperata ed ora funge da luogo di accoglienza, mentre la parte più vecchia aspetta ancora di rinascere…

…e si affaccia davanti, come si diceva, ad un paesaggio di bellezza struggente, attraversato da una vallata il cui fondo si abbassa sensibilmente, rispetto al panorama circostante…

Masseria Giancola, sulla serra di Palmariggi

Qui, siamo di fronte alla struttura antica…

…che purtroppo ha subito parecchi crolli…

…e vede la vegetazione spontanea riappropriarsi lentamente dello spazio.

Il pozzo è intatto! Si tratta di una profonda cisterna, che come nella più classica tradizione salentina, raccoglie le acque piovane raccolte dai tetti della masseria e convogliate sapientemente al suo interno: in una zona dove mancano i fiumi, le genti hanno dovuto raccogliere ogni goccia che è scesa dal cielo!

Sono rimaste le pietre forate, nelle quali si legavano gli animali…

…ed anche una monumentale aia di forma quadrangolare (molto rara dalle nostre parti, in quanto tutte circolari), dove i contadini un tempo lavoravano il grano.

Poche decine di metri più in là, ed ecco un grosso insediamento rupestre, scavato con enorme fatica nel ventre del banco roccioso…

…sorretto da alcune colonne lasciate appositamente per lo scopo.

Tutta la parete interna è ricoperta di nicchie, che probabilmente accoglievano i ceri per l’illuminazione…

L’amico archeologo Cristiano Donato Villani mi conferma si trattava di una chiesa rupestre, conosciuta come la Madonna della “spernuzzata”. A guardare con l’occhio di una lente d’ingrandimento, dovrebbero ancora esserci micro frammenti di affreschi. Mentre la lastra della foto sopra è quanto rimane dell’altare… una brutta fine, purtroppo, per questa chiesa rupestre, vandalizzata da uomini e oblio.

L’ambiente è molto ampio. Forse ha accolto in tempi più recenti il gregge dell’insediamento agricolo, prima dello sviluppo della masseria…

…oltre, comunque, ai viandanti: siamo sulla strada che portava ad Otranto, e da qui doveva passare molta gente.

Dalla parte opposta della serra si trova il Santuario di Montevergine, con la sua cripta, e tutto un contesto rupestre molto interessante, che abbiamo già visto in un altro reportage…

…e questo altro non è che l’ennesima testimonianza di un territorio un tempo abitato in ogni rupe, vissuto in simbiosi da uomini e animali, pellegrini e viandanti di ogni tipo, e che è rimasto miracolosamente intatto, in tutta la sua bellezza!

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