Il Museo del Bosco di Supersano

Supersano, splendida cittadina del sud Salento, vanta il Museo del Bosco, un contenitore che va oltre lo stesso concetto di Museo, visto che è strettamente legato a tutto il territorio circostante. Un territorio che un tempo era ricoperto da un bosco che fu fondamentale per la sussistenza delle comunità che qui si stanziarono. Una selva rigogliosa, che dava lavoro a falegnami, intrecciatori, carbonari e tanti altri mestieri collegati.

Aperto nel 2011, questo Museo appare quasi atipico, proprio per l’intima connessione al paesaggio di questo territorio, perlomeno quello storico, perché oggi esso si presenta ovviamente mutato, dopo la secolare opera di abbattimento delle querce.

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La zona circostante presenta numerosi insediamenti masserizi, essi stessi oggi testimonianze storiche, che hanno riempito questa piana, ricolma di falde sotterranee, che hanno da sempre dissetato piante e animali di questa zona…

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Il cuore del borgo è sovrastato dal castello Manfredi…

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…sorto su di una precedente fortificazione di epoca normanna…

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…i cui ambienti affascinanti completano le sale del Museo, attrezzato proprio in questo palazzo…

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Scorrendo le teche del Museo, si riapre davanti ad i nostri occhi il mondo del Paleolitico salentino…

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…fatto di strumenti litici, i primi manufatti con cui l’uomo preistorico si affacciava alla Storia…

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Accompagnano i manufatti una serie di pregevoli ricostruzioni, in cui rivediamo i nostri progenitori…

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Veramente d’impatto è anche la ricostruzione del bosco primordiale…

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…in cui si rivede la flora e la fauna originaria…

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…ed un villaggio medievale. Uno scavo dell’Università del Salento, infatti, qui ha riportato alla luce, in località Scorpo, un interessantissimo villaggio bizantino, che aveva peculiarità simili a quelle che si riscontrano in nord Europa…

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…sono stati ritrovati numerosi reperti, sepolture, ed anche una struttura realizzata in legno e pietra, costruita sopra una fossa, separata da un’intercapedine dal piano di calpestio dell’ambiente sovrastante.

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Suggestive le ricostruzioni degli ambienti, di questo villaggio medievale…

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…una costante di questo Museo, pannelli, ricostruzioni grafiche o tridimensionali, accompagnano il visitatore in maniera completa.

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L’atmosfera della vita di allora si respira a pieni polmoni… viene facile immaginare i mestieri di allora… come quello dei carbonari…

riparo per i carbonai

…di cui sopra vediamo la classica capanna dentro cui si riparavano nei mesi in cui si faceva questo lavoro: l’immagine soprastante viene dal bosco di Calimera, uno dei pochi rimasti, seppur di modeste dimensioni, della foresta primordiale che un tempo ricopriva l’intero Salento, dentro cui questo mestiere si è protratto fino a metà del 1900.

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Altri reperti, dal villaggio…

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Enorme è il quantitativo di vasellame di vario tipo riportato alla luce con gli scavi, che, fra l’altro, hanno rivelato un pozzo che ha restituito appunto ogni sorta di vasi, ma anche materiale organico, come semi, ancora in ottimo stato di conservazione, che ci danno un’idea persino dell’alimentazione delle genti che qui vivevano.

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In località Sombrino è possibile ancora oggi vedere i resti dell’antica chiesa di San Giacomo (sotto), che faceva parte di un casale del XIII secolo, posto lungo il tragitto di un importante asse viario…

casale sombrino

…i cui resti si possono percorrere ancora oggi, per un notevole tratto (sotto).

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Altrettanto importante, in località Torricella, la Motta Normanna che ancora oggi si può osservare (approfondisci), un grande cumulo artificiale di terra e pietre con il quale i nuovi conquistatori venuti dal nord cominciavano a prendere possesso del territorio…

motta normanna di supersano

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Vista dall’alto, è ancora più evidente la collinetta artificiale…

motta di supersano ricostruzione

Sopra ne vediamo una ricostruzione (ad opera dell’agenzia grafica Inklink), ispirata dal prof. Paul Arthur (Università del Salento), che l’ha paragonata ad un’altra opera simile, posta in Inghilterra, ad Oxford (foto sotto).

motta di oxford

arazzo di bayeux

Sopra vediamo la Motta nel famoso Arazzo di Bayeux, con il quale nel 1066 si raffigurò la conquista dell’Inghilterra da parte dei Normanni, con Guglielmo il Conquistatore. E’ una testimonianza fondamentale, che ci riporta figurativamente a mille anni fa!

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Nel Museo del Bosco troviamo, fra gli altri pannelli perfettamente esplicativi, anche una ricostruzione della chiesa rupestre della Madonna della Coelimanna…

…di cui sotto vediamo l’immagine reale, ripresa dal lato opposto a quella della raffigurazione sopra.

supersano cripta della Coelimanna

Una lunga storia affascinante, uno scorcio di Salento perfettamente ricostruito, ed in parte intatto, attende il visitatore per ricevere ancora nuova vita. (Altre informazioni QUI).

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