Il Museo Archeologico di Altamura

La Puglia della Storia e della Memoria ha uno dei suoi capisaldi nel Museo Nazionale Archeologico di Altamura, situato proprio nel centro storico della città, in località La Croce, anch’essa rilevante zona archeologica, molto ricca di testimonianze del periodo che corre dal Bronzo antico fino all’Età Ellenistica.

L’itinerario del museo affascina qualunque tipo di visitatore, e si divide in quattro sezioni: preistorica, arcaica, classico-ellenistica, medievale. C’è poi un itinerario dal titolo “Il popolamento antico dell’alta murgia” nel quale si sviluppa tutta la storia dell’uomo e delle sue testimonianze dal paleolitico inferiore all’alto medioevo.

Il Museo Archeologico di Altamura

L’ospite d’onore del Museo è l’Uomo di Altamura, uno scheletro di Homo neanderthalensis, rinvenuto nel 1993 all’interno della grotta di Lamalunga (presso la città) e che gli studiosi hanno datato fra i 128.000 e i 187.000 anni fa. Sopra ne vediamo una riproduzione del cranio in una stampa 3D.

La scoperta è da attribuirsi in egual misura al CARS (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) e a tre speleologi, ospiti, di Bari, Di Liso, Milillo e Scaramuzzi. La scoperta si è ritenuta un unicum, sia il reperto umano, che la grotta e la paleosuperficie con ossa animali. Si tratta di un esemplare umano adulto, rimasto inglobato nelle stalattiti e stalagmiti che gli sono cresciute intorno e che lo hanno conservato praticamente intatto. L’equipe guidata da Vittorio Pesce Delfino avanzò la prima proposta di collocazione filetica e la prima stima, su basi esclusivamente morfologiche, del reperto; considerandolo una forma di pre-neandertaliano. Secondo questa ipotesi l’Uomo di Altamura doveva collocarsi antecedentemente alle forme più antiche di Neanderthal classici e successivamente alle fasi corrispondenti all’Homo erectus. Di conseguenza la stima della datazione prevedeva un intervallo tra 400.000 e 100.000 anni fa. Questi primi studi, condotti preservando il reperto nel suo sito di ritrovamento, evitando in modo assoluto la rimozione di frammenti ossei o di connesse concrezioni calcaree, hanno permesso di riconoscere con certezza i tipici caratteri neanderthaliani. Alcune caratteristiche del reperto associano caratteri che tipicamente ricorrono in Homo sapiens, tra i quali, in particolare, la convessità della squama dell’osso occipitale. Gli ultimi studi, eseguiti viceversa analizzando in laboratorio reperti di facile rimozione, hanno indicato una datazione, riferibile a un Neanderthal, fra i 128.000 e i 187.000 anni fa.

Il viaggio fra le sale del Museo ci mostra gli strumenti con lui vivevano e lavoravano gli uomini della preistoria…

…in un interessante percorso didattico…

…che come detto attraversa diversi periodi storici…

…giungendo fino all’alto Medioevo.

Nella sala dedicata alle mostre temporanee, la mostra “Preistoria del cibo. Alle origini del pane”, mette in evidenza il periodo in cui gli uomini diventarono sedentari grazie all’agricoltura, la coltivazione del grano, che li accompagnò agli albori della Storia.

Dal mese di dicembre del 2014 il museo è in gestione al Polo Museale della Puglia. L’ingresso è gratuito. Ho potuto condividere coi lettori questa piccola pagina grazie alle foto scattate dal mio bambino, in gita scolastica, e alle notizie che ho raccolto dalle pagine di Wikipedia che riguardano il Museo e l’Uomo di Altamura. Quanto prima lo vedrò coi miei occhi, e lo consiglio a tutti voi!

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Il Museo Archeologico di Altamura

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