Fra Santi Madonne e i Turchi a Otranto

I Turchi a Otranto nel 1480 hanno lasciato un segno non solo nel dna della gente di questa terra, ma anche nella relativa storia dell’arte. Di diversi paesi. Novoli è uno di questi, una cittadina dal cuore antico, vecchio di almeno mille anni, da quando cioè arrivarono i monaci italo-greci, fondarono la loro cappella, un tempo ipogea, ora interrata, e attorno a essa nacque l’abitato.

Del resto la parola Novoli ha origine da Santa Maria de Novis, o de Nove. Questa è la chiesa successiva, dedicata alla Beata Vergine Maria Immacolata….

… E’ proprio qui dentro, che un tempo si trovava una grande opera affrescata sull’intera parete (non si sa quale esattamente, parete). Oggi ne restano solo pochi frammenti, che la gente del luogo ha accuratamente messo insieme e riposto sul muro laterale destro.

Fra Santi Madonne e i Turchi a Otranto

L’ipotesi che questa scena ritragga Otranto assediata nel 1480 è ancora al vaglio degli studiosi, ma sembra accreditata. Certo, fa molto effetto vedere la porta di accesso alla città, in fiamme, la stessa devastazione all’interno delle mura, come a seguito di un bombardamento… e quell’angelo che vola sopra la città…

Anche gli altri frammenti sono molto “forti”…

…come questo frate supplicante, davanti a scimitarre e copricapi turchi… anche se non si può avere certezza che siano frammenti della stessa opera che adornava la parete.

L’affresco più antico è quello qui sopra, in stile bizantino, ricostruisce il momento successivo all’Ultima Cena e alla Passione di Gesù: il pasto non è stato del tutto consumato, l’agnello è ancora nel piatto, Maria è tornata nel Cenacolo ed ha l’apparizione dell’Angelo che l’avverte che Gesù è risorto. Una scena abbastanza rara da riscontrare.

La “Materdomini” raffigurata nell’abside è da alcuni studiosi datata appena dopo l’anno Mille, realizzata da un artista di scuola giottesca: il volto e lo sguardo della Vergine fisso e assorto ha i tratti tipici dei capolavori bizantini.

Una storia più recente la troviamo in questa Madonna con Bambino che riproduce il volto della figlia del conte di Novoli, Antonia Mattei, morta di parto col suo bambino, e che la sorella ha voluto eternare, facendola dipingere insieme al figlio nelle sembianze di Maria e di Gesù.

Ritrovamo anche la scena di San Francesco d’Assisi mentre riceve le stimmate dal Crocifisso.

La chiesa conserva anche un organo ottocentesco con le canne in argento, molto prezioso. Ho conosciuto questa piccola ed importante chiesetta grazie ad Antonio Tamiano, da cui ho avuto le notizie che ho riportato, dopo la nostra chiacchierata insieme, per cui lo ringrazio ancora: questo Salento ha bisogno di custodi, come lui.

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Fra Santi Madonne e i Turchi a Otranto

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2 comments to Fra Santi Madonne e i Turchi a Otranto

  • Salvatore Epifani  says:

    Relativamente all’affresco “più antico”, quello in cui compare l’angelo ad ali spiegate, faccio notare che la figura femminile ha l’aureola crociata. Poiché la croce, nella teologia dei poveri, stava ad indicare Gesù Cristo, a Novoli, unico caso che io sappia, abbiamo la rappresentazione del Figlio di Dio in sembianze femminili. Sull’interpretazione dell’affresco mi permetto di segnalare il libro di Salvatore Epifani, La Madonna di Novoli, tomo I, Youcanprint, Tricase (Lecce), 2013.

    • Salvatore Epifani  says:

      Sempre in relazione all’affresco “più antico”, la figura femminile con l’aureola crociata è vestita con abiti sacerdotali ed è intenta a celebrare l’Eucarestia. Infatti, è stata effigiata dall’anonimo artista mentre benedice con due dita, alla greca maniera, il sangue ed il corpo di Gesù Cristo, rappresentati dalla brocca e dall’agnello presente nel piatto. Trattasi molto probabilmente di un affresco eterodosso perché mai il Cristo è stato rappresentato in sembianze femminili.

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